20 Marzo 2020 ore 21.15

ASTORRI
TINTINELLI

FOLLIAR

 

folliar

“Il destino dell’arte è ancora quello di cambiare la società? Non dovrebbe far rimpiangere una bellezza perduta da poterla poi rivendicare nella vita di tutti i giorni? L’arte della scena oggi serve a chi? A cosa? Questi interrogativi sono stati il nostro punto di partenza per un viaggio nel deserto, nel deserto di due attori, di una coppia d’arte, di chi si è spinto follemente dentro una passione meravigliosa e dolorosa insieme, come può essere quella del Teatro. L’Arte dell’attore è la nostra boa a cui rimanere aggrappati in questo tempo di tempeste e di confusione. Ci sentiamo esuli, questo sì come Lear e il suo Fool, come Totò e Peppino intorno all’albero del bosco, girovaghi in un regno il cui centro è un cerchio fatto con un nastro di carta nel quale quasi sacralmente e ostinatamente ci si esercita incessantemente. “Chi non si esercita non esiste” dice una battuta di un testo di Thomas Bernhard. Uno zio cieco e un cugino matto, nella loro stanza che poi è anche il loro bunker, hanno a che fare con una mosca, persi e soli, come nella notte dei tempi, ai confini di una galassia. In questa loro stanza c’è soltanto una piccola finestrella, che è il loro rapporto con il fuori, con la grande opera, l’opera del mondo, narrata dal cugino matto, il solo dei due ad avere la vista, in visioni di desolante e struggente bellezza. Due illusionisti disillusi, due clown di beckettiana memoria vivono l’inutilità e la grandezza della loro scelta. Può sembrare un cul-de-sac, un baratro sublime ma nel finale accade qualcosa di inaspettato, tra utopia e ribellione forse i due trovano un nuovo approdo.” AstorriTintinelli

Folliar

di e con Alberto Astorri
e Paola Tintinelli


produzione
ASTORRITINTINELLITEATRO