18 Marzo 2016ore 21.15

GRAZIANO PIAZZA - VIOLA GRAZIOSI

INTERVISTA

Piazza - Graziosi

"Intervista" è l'adattamento teatrale dell’omonimo film di Theo Van Gogh e di Steve Buscemi per Hollywood.
In questo testo del 2003 la famosissima star di soap opera Katia, è messa 'sotto accusa' dal giornalista politico Pierre Peters, mandato contro voglia ad intervistarla la sera della caduta del governo. L'incontro tra i due inizia in maniera disastrosa e si trasforma rapidamente in una battaglia spietata.
Non si distingue più la verità dalla menzogna, né il vero dal falso. Lui sembra appartenere alla cruda realtà, mostrando le ferite procurate dalla guerra. Lei pare non avere nulla di vero, vantando le sue tette finte e la capacità di piangere a comando, ambasciatrice di una cultura pop ai limiti del trash. La lotta dei sessi è anche guerra di culture e classi, dove ciascuno rimane fedele ai propri pregiudizi generazionali e al proprio habitat professionale.
Di chi fidarsi? Chi dice il vero?
La pièce diventa una zona di trincea in cui il giornalista esplora il territorio femminile con le modalità ciniche di un corrispondente di guerra, a cui l’attrice risponde con le armi della seduzione fino a scardinare in lui le più oscure realtà.

Premio “Adelaide Ristori” a Viola Graziosi,
come miglior attrice del Mittelfest 2013 per lo spettacolo “Intervista”

INTERVISTA
di Theodor Holman

regia
GRAZIANO PIAZZA
scene
FRANCESCO MARI
costumi
SABRINA CHIOCCHIO
musiche originali
ANDREA NICOLINI
assistente alla regia
ELISABETTA CANU
disegno luci
GILL MC BRIDE
fonica e video
VALERIO RODELLI

3 Marzo 2016ore 21.15

VITTORIO CONTINELLI

DISCORSO SUL MITO#6 SIDERA, LE STELLE

Vittorio Continelli

I desiderantes, erano soldati che aspettavano, sotto le stelle, i compagni rimasti indietro sul campo di battaglia. Sidera in latino significa “Stelle”, i desiderantes se ne stavano sotto il cielo notturno e ne osservavano le luci in atteggiamento di attesa. Il “de” privativo davanti alla parola “sidera” indicava l’impossibilità fisica di raggiungere le stelle che osservavano. Il desiderio, così, a seconda della predisposizione di ognuno poteva farsi pieno di nostalgia, inquietudine, lontananza o volontà. La volontà o il desiderio di raggiungere la propria stella.
La storia, le storie e l’anima dell’umanità, per migliaia di anni le ha raccontate il mito: racconto per eccellenza. Cantori, attori, poeti, narratori si sono alternati per secoli nel tramandare un lascito prezioso, inestimabile. Il mito arriva fino a noi dal nostro passato remoto e noi senza timori lo utilizziamo per raccontare quel passato e il suo immaginario al fine di rappresentare una porzione di presente. “Discorso sul Mito” è un progetto di racconto teatrale per spettatori di ogni età diviso in più sezioni: “Sidera, le stelle” racconta del cielo notturno attraverso le storie tramandate dalla tradizione greca e latina: l’origine delle costellazioni e dello zodiaco, il loro movimento celeste e alcuni dei miti più belli ad esse legati: Callisto e l’Orsa maggiore, il cacciatore Orione, l’amore tra Helios e Selene, il folle volo di Fetonte sul carro del Sole.
Da sempre guardiamo le stelle e cerchiamo risposte, da sempre le stelle offrono risposte alle nostre domande taciute.

DISCORSO SUL MITO#6 SIDERA, LE STELLE
racconto teatrale
di Vittorio Continelli

18 Gennaio 2016ore 21.15

MASSIMO POPOLIZIO
JAVIER GIROTTO

LE CITTÀ INVISIBILI

concerto spettacolo

Popolizio - Girotto

Massimo Popolizio e Javier Girotto insieme per ricreare l’atmosfera straordinariamente suggestiva evocata da alcune pagine del testo “Le città invisibili” di Italo Calvino. Popolizio dà voce sia a Marco Polo che al suo ascoltatore, l’imperatore Kublai Khan, a cui racconta i suoi percorsi visionari. Kublai Khan è un imperatore melanconico con la coscienza che il suo sterminato potere conta molto poco quando il mondo sta andando in rovina. Le città descritte da Marco Polo sono inafferrabili, utopiche, a volte sembrano prendersi gioco dello stesso viaggiatore che si sorprende lungo le loro incredibili vie, in una fuga infinita di specchi deformanti. Il dialogo tra musica e parola è continuo, nasce così una sorta di vera e propria jam session in cui l’esecuzione musicale funge da elemento drammaturgico: sax, clarinetti e flauti andini di Girotto intrecciano i loro suoni alla parola recitata, il tutto incastonato in uno spazio magico, illuminato da un sapiente gioco di luci. Nel ripetersi delle conversazioni fantastiche tra l’imperatore e Marco Polo emerge lentamente una zona intermedia in cui i due interlocutori, grazie a una sinergia misteriosa, trasformano in visione e racconto i desideri dell’uno e i sogni dell’altro. Così lo spettacolo lascia al pubblico la libertà di creare il proprio percorso mentale, guidato da un dialogo incessante tra voce e musica che insieme parlano dello spazio, dell’Altrove, del viaggio, della libertà di abbandonarsi alle emozioni senza più bisogno di interrogarsi.

LE CITTÀ INVISIBILI
di Italo Calvino

voce recitante
MASSIMO POPOLIZIO
musiche eseguite dal vivo da
JAVIER GIROTTO

cura registica
TERESA PEDRONI
aiuto regia
ELENA STABILE
produzione
Compagnia
“Diritto & Rovescio”

18 Febbraio 2016ore 21.15

LUANA RONDINELLI
GIOVANNA MANGIÙ

GIACOMINAZZA

concerto spettacolo

Rondinelli - Mangiù

Giacomina, vittima dell’oppressione e della malignità della gente cerca di scappare da una realtà che la rende schiava e le impone un determinato comportamento che la società vuole.
È pronta a lasciare tutto pur di essere se stessa ma a complicare le cose arriva un’infatuazione improvvisa che potrebbe far saltare i suoi piani; da lì l’idea di andare dalla cartomante del paese, perché “se la gente è così cattiva quell’amore non è altro che il frutto di un malocchio”.
Lo sguardo stolto di chi ti guarda di traverso, lo sguardo “schifiato”, molesto, indagatore e punitivo nei confronti di “Giacominazza”, davanti all’omosessualità dichiarata; lo sguardo del “lontani da me” di chi come Mariannina ha tante cose da nascondere, ma le ha nascoste bene e alla gente piace così.
Un dialogo fra due donne, due generazioni, due modi opposti di affrontare la vita, unite dalla stessa passione, dallo stesso modo di voler esserci a tutti i costi contro i pregiudizi inutili, contro il chiacchiericcio che spesso ci perseguita senza nessun motivo preciso solo perché “la gente” ha voglia di sparlare.
Una lingua fresca, di grande impatto sonoro resa musicale dalla scelta dei termini, dall’alternanza di registri comici, proverbi, espressioni crude o italianizzate: “Ho cercato il più possibile di lasciare spazio alla parola e alla passione interpretativa e il dialetto siciliano ne facilita il risultato”.

GIACOMINAZZA
di Luana Rondinelli

regia
LUANA RONDINELLI
aiuto regia
SILVIA BELLO

musiche originali
ADRIANO DRAGOTTA
assistente alla regia
LAURA PALMERI

4-5-6 Gennaio 2016ore 20.30

TEATRO DELLE ARIETTE

TEATRO DA MANGIARE?

evento per 30 commensali

Teatro delle Ariette

“Sì, al “Teatro da mangiare?” si mangia davvero, si mangiano le cose che facciamo dal 1989, da quando è cominciata la nostra vita di contadini.
Si mangiano le cose che coltiviamo e trasformiamo nella nostra azienda agricola, che tiriamo fuori dalla nostra terra. Seduti attorno a un tavolo, preparando e consumando un vero pasto, raccontiamo a modo nostro la nostra singolare esperienza di contadini-attori, di vita in campagna e di teatro fatto fuori dai teatri.
“Teatro da mangiare?” ha debuttato a Volterrateatro nel 2000 e in questi anni si è comportato come un vero e proprio organismo vivente crescendo, maturando e arricchendosi dell’esperienza di oltre 900 repliche in giro per l’Italia e l’Europa.
Da allora tante cose sono cambiate nella nostra vita, ma la forza contagiosa di questo “autoritratto”, di questa pubblica confessione autobiografica, continua a sorprenderci.
Siamo indubbiamente noi gli autori-artefici di questo spettacolo, ma c’è qualcosa che ci sorpassa, che lo rende autonomo, libero, di tutti e di nessuno. Attorno al grande tavolo dove ci ritroviamo, attori e spettatori, a condividere il tempo di una cena, succede qualcosa che non siamo in grado di spiegare. Si compie un rito così profondamente umano da catapultarci nel cuore del nostro presente, nell’attimo assoluto del “qui e ora”, senza mediazione, nell’evidente e disarmante verità delle nostre vite”.

Teatro delle Ariette

TEATRO DA MANGIARE?
di Paola Berselli e Stefano Pasquini

con
PAOLA BERSELLI,
MAURIZIO FERRARESI
e STEFANO PASQUINI