8 Giugno 2018 ore 21.15

ROBERTO LATINI

CANTICO DEI CANTICI 

 

010 Latini

Il “Cantico dei Cantici” è uno dei testi più antichi di tutte le letterature. Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni, è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi; un inno alla bellezza, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito.
Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, smettendo altre chiavi di lettura, quasi incoscientemente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri signi cati, se si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, se si prova a stare nel suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’improvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano.
Non ho tradotto alla lettera le parole, sebbene abbia cercato di rimanervi il più fedele possibile. Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature. Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso, intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme.
“vi prego, non svegliate il mio amore che dorme”
Roberto Latini

CANTICO DEI CANTICI

con
Roberto Latini

adattamento e regia
Roberto Latini

musiche e suoni
Gianluca Misiti

luci e tecnica
Max Mugnai

organizzazione
Nicole Arbelli

foto
Fabio Lovino

produzione
Fortebraccio Teatro

con il sostegno di
Armunia Festival
Costa degli Etruschi

con il contributo di
MiBACT e
Regione Emilia Romagna

 

(Fuori abbonamento)